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News

Drift d’Autore a 1.800 Metri: The I.C.E. St. Moritz 2026

di Redazione
02-Feb-2026

Immaginate il latrato di un V12 che rimbalza contro le vette innevate dell'Engadina, mentre 50 capolavori della meccanica danzano su uno specchio di ghiaccio vivo: questo è The I.C.E. St. Moritz 2026, un concorso d’eleganza dipinto di bianco nonché l’unico luogo al mondo dove il lifestyle più sofisticato incontra il brivido dell'aderenza zero.

Le regine del ghiaccio: il verdetto della giuria

Il Concorso d'Eleganza ha incoronato cinque icone, ognuna capace di dominare la propria categoria non solo per la meccanica, ma per il carisma sprigionato tra i riflessi del lago.

  • L’icona assoluta (Icons on Wheels): Talbot-Lago T150C SS ‘Teardrop’ del 1937. Non è solo un’auto, è un esercizio di scultura aerodinamica. La sua carrozzeria a "goccia" ha sfidato le leggi della fisica e del tempo, portandola a conquistare anche il titolo supremo di Best in Show

  • La regina dei rally (Legendary Liveries): Lancia Stratos del 1976. In una categoria dedicata alle livree che hanno fatto la storia, la Stratos ha sbaragliato la concorrenza. Con i suoi colori iconici, ha ricordato a tutti che è nata per i terreni difficili.

  • Il ritorno del mito (Birth of Hypercar): Jaguar XJ220 del 1993. Rappresenta l’alba delle velocità folli. Con il suo profilo lungo e affilato, la XJ220 ha incarnato perfettamente la nascita del concetto moderno di Hypercar, dominando la scena con un'eleganza tecnica che, a trent'anni di distanza, appare ancora futuristica.

  • L'eleganza a cielo aperto (Barchettas on the Lake): Ferrari 750 Monza del 1995. Pura, essenziale, senza compromessi. La 750 Monza ha portato sul lago il fascino delle corse di durata degli anni '50. La sua silhouette bassa e scattante è la quintessenza del concetto di "Barchetta", un gioiello meccanico che sembrava nato per scivolare sulla superficie cristallina.

  • L'essenza delle formule (Open Wheels): Maserati 4CLT del 1949. A rappresentare il mondo delle ruote scoperte, la Maserati 4CLT ha portato il prestigio del Tridente e l'ingegneria del dopoguerra. Una monoposto che ha fatto sognare intere generazioni di piloti e che, sul ghiaccio svizzero, ha mostrato una nobiltà d'altri tempi.

  • Spirit of St. Moritz: assegnato alla splendida Ferrari Dino 206 S del 1967, un omaggio all'anima racing e allo stile senza tempo.

  • Hero Below Zero: il premio del pubblico è andato alla McLaren F1 GTR Lark del 1996, una belva da pista che ha scaldato gli animi dei presenti con la sua livrea iconica.

Menzione Speciale: La Sinfonia del V8

Non si può parlare di emozioni senza citare il premio Best Sound, assegnato alla Pontiac Vivant del 1965. In un contesto dominato dal silenzio delle montagne, il ruggito della Vivant è stato un terremoto armonico che ha ricordato a tutti perché amiamo ancora così tanto i motori a combustione.

Talbot-Lago: la "Goccia" che ha conquistato il lago

Il momento clou della manifestazione è stato l'assegnazione del Best in Show. Il trofeo, un pezzo di design firmato dall'archistar Lord Norman Foster, è stato sollevato dal proprietario della Talbot-Lago T150C SS ‘Teardrop’. Con le sue linee curve che sembrano scolpite dal vento, la "Goccia" francese ha dimostrato che la vera eleganza non teme né il tempo né le temperature sotto zero.