Test drive e impressioni di guida delle auto più prestigiose

Alfa Romeo 4C Spider: la prova di un classico moderno

L’Alfa Romeo 4C non è più in listino, ma volevamo provarla (ancora una volta) per mantenere il suo ricordo vivido e il più a lungo possibile. Questo perché, nonostante i suoi difetti e il suo carattere spigoloso, la 4C è qualcosa di speciale. La presenza scenica è paragonabile a quella di una Ferrari e il numero di teste che si voltano al suo passaggio lo confermano. Le linee esotiche e l’altezza rasoterra catturano la vista, così come il rumore solletica i timpani, e che, con lo scarico sportivo, è anche in grado di spaccarli. È una baby supercar a tutti gli effetti.

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Volkswagen Golf GTE: meglio della GTI? La nostra prova

La doppia personalità della Volkswagen Golf GTE potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Può un’ibrida essere una buona sportiva? Oppure, può una sportiva essere anche un’auto ibrida?

Certo, le supercar di questi tempi ci hanno dimostrato che queste due anime possono convivere, ma la Golf ha una nemica difficile: la sorella “benzina” GTI.

Mini Clubman SD JCW All4: la prova della baby station diesel da 190 Cv

La MINI Clubman SD ALL4 è un’auto a cui faccio fatica a trovare dei difetti. È spaziosa, personalizzabile, veloce, bella da guidare e consuma anche poco. In un panorama di compatte seriose - perché lei, nonostante la forma da station, è una compatta (è lunga 4,27 metri) - la Clubman spicca come un abito casual chic.

Volkswagen Tiguan R: 320 Cv e sovrasterzi

Le SUV potenti non sono certo una novità di questi tempi: ne troviamo di ogni taglia, prezzo e provenienza. Allo stesso modo, le versioni “R” della gamma Volkswagen si sono moltiplicate, e adesso è il turno della SUV media Tiguan.

BMW Serie 4 430i M Sport: la prova su strada

Mai prima d’ora il design di una BMW ha fatto così tanto discutere. O, meglio, il design del frontale di una BMW. La nuova Serie 4 non passa certo inosservata, e gran parte del merito lo si deve al doppio rene quasi caricaturale del frontale. Una scelta stilistica che serve ad accontentare il mercato cinese (che ama le bocche larghe), e per distinguere i modelli “più emozionali” - così li definisce la Casa tedesca - da quelli più tradizionali.

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