BolognaFiere si prepara ad accogliere dal 22 al 25 ottobre Auto e Moto d’Epoca, uno dei grandi templi europei per collezionisti e appassionati.
Per l'occasione, il Biscione sfoggia una selezione speciale curata da Alfa Romeo Classiche, un vero e proprio viaggio nell'evoluzione della berlina sportiva, da sempre simbolo di stile, tecnologia e puro godimento al volante.
Tra i padiglioni del Salone sfilano quattro icone che riassumono questa storia, tre delle quali arrivano direttamente dalle sale del Museo Alfa Romeo di Arese e dalla collezione Heritage Hub.
Chi passa dallo stand, oltre ad ammirare questi gioielli, può scoprire tutti i servizi targati Alfa Romeo Classiche dedicati a chi vuole proteggere e valorizzare la propria storica, dai Certificati di Origine e Autenticità fino ai restauri professionali.

A fare da apripista ci pensa la Giulia TI Super del 1963, nata per portare in pista la grinta della celebre berlina del Portello. Svelata a Monza nella primavera di quell'anno e stampata in appena 501 pezzi, sfoggiava una scocca alleggerita, il mitico Quadrifoglio sulla fiancata e un 1.6 bialbero da 112 CV. Questa belva divenne subito la preferita dai preparatori ed entrò nella leggenda con trionfi di categoria memorabili, come quello al Tour de France Auto del '63. Con lei, l'auto di tutti i giorni ha indossato per la prima volta la tuta da gara.

Il viaggio prosegue negli anni '80 con la 75 Turbo Evoluzione del 1987. Ne servivano 500 esemplari per l'omologazione in Gruppo A, passo fondamentale per far correre l'Alfa nel Campionato Mondiale Turismo. Sotto il cofano batteva un 1.8 turbo intercooler abbinato al raffinato schema transaxle con ponte De Dion, mentre la carrozzeria sfidava l'aria con vistose appendici aerodinamiche studiate per limare i decimi in pista. Era la berlina sportiva che abbracciava la cattiveria del turbo.

Negli anni '90 la musica cambia ancora con la spaventosa 155 V6 TI "ITC" del 1996, l'estremizzazione della vettura con cui Nicola Larini aveva dominato il DTM nel '93. Per il campionato ITC i tecnici tirarono fuori dal cilindro un 2.5 V6 a 90° capace di girare a quasi 12.000 giri e scaricare a terra 490 CV, abbassando notevolmente il baricentro dell'auto. Debuttato a stagione in corso, quel motore riportò l'Alfa dritta in cima alla classifica.

A chiudere il cerchio ci pensa il presente con la Giulia Quadrifoglio Super Sport del 2024. Questa edizione limitata a soli 275 pezzi omaggia la mitica vittoria della 6C 1500 Super Sport di Campari e Ramponi alla Mille Miglia del 1928. Svela per la prima volta uno sfondo nero dietro il Quadrifoglio e nasconde sotto il cofano un V6 2.9 biturbo da 520 CV unito a un differenziale autobloccante meccanico. Dettagli in carbonio a vista, cerchi scuri da 19 pollici e interni in fibra di carbonio 3D rossa completano un pacchetto esclusivo che rende moderna la ricetta di sempre: tanta grinta senza sacrificare la comodità di tutti i giorni.
La festa del motorsport continua anche nello stand dell’Automobile Club d’Italia, che festeggia i 120 anni di Lancia portando in fiera due pezzi da novanta: la Alfa Sport del 1907, primissima Lancia da corsa della storia, e la mitica Fulvia HF "numero 14" con cui Munari e Mannucci trionfarono al Rallye Monte-Carlo del 1972.