La Ferrari Luce non assomiglia (volutamente) a nessuna Ferrari in gamma, e non sostituisce alcun modello termico. È un foglio bianco che nasce con il 95% di componenti inediti, dal powertrain al telaio, fino all'intero impianto elettrico. Un progetto che non insegue il record della potenza pura fine a se stesso, ma punta alla massima integrazione tra batteria, peso, sound e dinamica. L'obiettivo? Raggiungere il massimo livello di engagement emotivo.

Ha quattro motori elettrici, cinque posti veri e una sfilza di chicche tecniche che cambiano completamente le regole del gioco nel mondo delle auto a batteria.
Inoltre è un'auto pensata per durare nel tempo: la sua architettura è concepita per ospitare in futuro nuove batterie con forme diverse, un dettaglio che la rende potenzialmente eterna, esattamente come tutte le altre Ferrari della storia.
| INDICE |
|---|
| Il fattore umano: 1040 CV da gestire con un dito |
| Il sound: rumore meccanico, non virtuale |
| Stile pulito e 5 posti veri |
| Batteria e autonomia |
| I controlli attivi |
| Quanto costa? Il prezzo di listino |
A Maranello hanno lavorato per rendere il motore "umano". Per gestire al meglio i suoi 1040 CV, i tecnici hanno sviluppato un sistema chiamato torque engagement (da non confondere con un cambio simulato): una tecnologia studiata per rendere la spinta fluida e progressiva, senza il classico "calcio nella schiena" iniziale delle elettriche tradizionali, la cui accelerazione tende a calare subito dopo. Qui la progressione è continua e crea un coinvolgimento totale, e l’esuberanza degli oltre 1.000 CV e 990 Nm di coppia è più facile da controllare.

L’handling è assicurato da una configurazione tecnica senza precedenti: 4 ammortizzatori attivi, 4 motori e 4 ruote sterzanti indipendenti. Su questa vettura motore e sterzo lavorano in simbiosi millimetrica per curvare l'auto, per offrire sensazioni di guida uniche e una naturalezza che, sulla carta, non si è mai vista prima su un’elettrica.
La parte "umana" del suono è fondamentale per il Cavallino, e sulla Luce si è scelto di non usare finti rumori campionati al computer. Il concetto alla base è lo stesso di una chitarra elettrica suonata senza amplificatore: la musica c'è, è reale, ma serve qualcosa che la esalti.
Ferrari ha posizionato un accelerometro (il sensore che misura le vibrazioni) direttamente sull'assale elettrico per catturare il sound meccanico del motore, lavorandolo e amplificandolo per renderlo unico.
L'impianto interno (un sistema a 24 canali dedicato alle finiture sonore) esalta i dettagli acustici nell'abitacolo, mentre due amplificatori esterni (uno davanti e uno dietro) annunciano l'arrivo della Luce. Si sente nella modalità Race, mentre tace in quella Range: quando si cerca il massimo comfort, l'amplificazione si disattiva per garantire il silenzio assoluto.
Per disegnare la Ferrari Luce a Maranello hanno fatto una scelta insolita: hanno chiesto una mano a LoveFrom, il collettivo di design guidato da Sir Jony Ive e Marc Newson (sì, proprio le menti dietro ai prodotti Apple). Il risultato, come si si poteva aspettare, è una linea pulitissima.

La forma del tetto e dei vetri ricorda una conchiglia (la chiamano glass house) e scende fluida fino alla pancia dell'auto.
I fari sono nascosti sotto pannelli trasparenti: quando l'auto è spenta spariscono del tutto, mentre quando si accendono quelli dietro, tondi come da tradizione, ricordano la 360 Modena e la 458 Italia. I cerchi sono giganteschi: 23 pollici davanti e 24 dietro, i più grandi mai visti su una Ferrari da strada.

Innanzitutto lo spazio: non essendoci il classico motore termico sotto il cofano o al centro, i progettisti hanno eliminato il tunnel centrale e creato una Ferrari a quattro porte e cinque posti. È la prima volta in assoluto che succede su una Rossa.
Tasti fisici
Sulla Ferrari Luce i comandi sono intuitivi. Invece di piazzare un enorme tablet piatto in mezzo alla plancia, un grande classico negli ultimi anni, specie sulle elettriche, Ferrari e LoveFrom hanno unito il meglio del mondo digitale alla bellezza di tasti fisici.
Climatizzatore, riscaldamento dei sedili e funzioni principali si gestiscono con manopole e pulsanti meccanici. Al centro c'è uno schermo da 12 pollici orientabile che si può girare manualmente verso il pilota o il passeggero.

Il cruscotto in 3D
Davanti al pilota c'è uno schermo sviluppato con Samsung. Sfrutta due pannelli OLED sovrapposti con tre quadranti racchiusi in cornici di alluminio.
Una chiave unica
Si inserisce nel tunnel ed è fatta di vetro Gorilla Glass (quello degli smartphone più resistenti). Ha un piccolo schermo a inchiostro elettronico che cambia colore e non ha bisogno di una batteria.

Audio super
Chi ama la musica può apprezzare un impianto audio da 3000 W con 21 altoparlanti sparsi ovunque, anche sul soffitto, per un effetto tridimensionale.
Erogazione progressiva
Veniamo alle prestazioni. Premesso che la Ferrari Luce non è nata per bruciare i decimi in accelerazione ma per ridefinire il concetto di bellezza di guida, i quattro motori elettrici, uno per ogni ruota, capaci di girare a 30.000 giri al minuto, mettono sul piatto una quantità di potenza e di coppia degni di una hypercar: 1.040 CV e 990 Nm. I numeri parlano da soli: 0-100 km/h in 2,5 secondi, 0-200 km/h in 6,8 secondi e velocità massima di oltre 310 km/h.
La sfida più grande con le auto elettriche è che accelerano subito forte ma poi la spinta si appiattisce. Ferrari ha risolto il problema inventando un sistema con le palette al volante.
Usando la paletta destra si sblocca nuova coppia, con una progressione mai vistas su un'elettrica. Con la paletta sinistra, invece, aumentate la frenata rigenerativa per rallentare l'auto senza toccare i freni e, allo stesso tempo, si recupera energia.

Sotto il pavimento della Luce c'è una batteria enorme da 122 kWh progettata e costruita interamente a Maranello.
Grazie alla carrozzeria super aerodinamica e a un software intelligente che gestisce i consumi, l'auto promette un'autonomia superiore a 530 km. E l'architettura a 800 Volt consente di ricaricare l'auto a una potenza record di 350 kW. In parole povere, il tempo di un caffè e di una sosta bagno è sufficiente per ripartire (quasi) con il pieno. È anche possibile scaldare o raffreddare la batteria e l'abitacolo da remoto tramite lo smartphone prima di partire.
Il timore con le auto elettriche pesanti è che siano goffe tra le curve. Ferrari ha buttato nella mischia tutta la sua tecnologia per renderla agile come una gazzella nonostante i 2.260 kg di peso che, a ben guardare, sono pochi per un’auto lunga oltre 5 metri e con una batteria da 122 kWh.
Il segreto sta nella VCU, la centralina che controlla tutto quello che succede sotto le ruote 200 volte al secondo. Su ogni singola ruota ci sono tre controlli attivi: uno decide quanta potenza dare, uno decide l'angolo di sterzata (anche le ruote dietro girano in modo indipendente per aiutare a curvare) e uno comanda la sospensione attiva.
In poche parole si gira il volante e l'auto fa tutto da sola in un millesimo di secondo: distribuisce la spinta tra le ruote interne ed esterne e irrigidisce le sospensioni per non far inclinare la vettura.

La Ferrari Luce ha un prezzo che parte da 550 mila euro, ma la lista degli optional è lunga, e comprende componenti in carbonio, colori per la carrozzeria e finiture degli interni. Se poi si passa dal programma Tailor Made, le cifre possono farsi molto importanti.