La Renault 8 Gordini Concept incarna il perfetto punto d'incontro tra heritage ed elettrico. Integrata nella strategia del marchio volta a rievocare le proprie icone storiche, la concept car entrerà presto a far parte della collezione permanente nel futuro museo di Flins.
L'eredità: la "Gorde" del 1964
Debuttata nel 1964 con 95 CV, trazione e motore posteriori, la Renault 8 Gordini originale, soprannominata "la Gorde", ha fatto da scuola a un'intera generazione di piloti, democratizzando le prestazioni ben prima dell'era GTI e rendendo celebre la leggendaria doppia striscia bianca.

Genesis 100% interna
A differenza della R17 curata con Ora Ito, questo progetto nasce interamente in casa Renault, e nasce da una sfida interna che ha raccolto oltre 300 bozzetti, la sintesi finale ha unito due modelli in scala 2/5° per forgiare la linea definitiva.
Proporzioni e prestazioni
Lunga 4,12 metri, larga 1,88 e alta 1,27, la concept car adotta un'impostazione aggressiva da coupé a due porte con carreggiate larghe e cerchi differenziati da 19” all'anteriore e 20” al posteriore. La muscolatura posteriore e il frontale affilato a sei fari evocano l'impostazione tecnica dell'antenata, pur spinta ora da un propulsore elettrico da ben 270 CV.

Lo stile, come ha dichiarato Alexandre Malval, Direttore Design Renault, è quasi simmetrico.
Il profilo quasi simmetrico della R8 è stato reso più fluido e piantato a terra. Le ruote posteriori maggiorate richiamano visivamente la classica architettura 'tutto dietro'
Stile "Café Racer" e riferimenti storici
Ispirata al mondo delle moto custom, la vettura elimina ogni artificio superfluo. Il blocco anteriore si solleva in un unico pezzo come sulle auto da gara, mentre la storica modanatura cromata laterale si trasforma in una tesa linea di cintura integrata direttamente nella lamiera.

Anche la funzionalità aerodinamica viene rivista: la goffratura sul fianco convoglia l'aria verso nuove prese dedicate e le luci di profondità da rally sono fuse direttamente nel gruppo ottico a sei elementi 3D. Completano l'estetica gli specchietti ad ogiva, lo stemma "8" rigato e la carrozzeria nell'iconico Blu di Francia, reinterpretato con una verniciatura triplo strato perlata.
La doppia striscia come elemento strutturale
Niente più semplici adesivi applicati: le celebri strisce bianche diventano elementi tridimensionali che attraversano la griglia del cofano, la firma luminosa posteriore e l'abitacolo, virando verso il blu sulla plancia.
Interni essenziali e focalizzati sulla guida
L'abitacolo abbandona le plastiche per lasciare spazio all'alluminio spazzolato e all'Alcantara. La plancia orizzontale ospita display digitali circolari dal sapore retrò inquadrati da spesse cornici metalliche, mentre i dettagli racing emergono nei sedili sportivi in velluto a coste blu a contrasto e nelle cuciture che richiamano i cordoli dei circuiti.

L'unico elemento di colore acceso a rompere la pulizia formale è il pulsante rosso del cronometro al centro del cruscotto.
Ci siamo ispirati alla piastra metallica della R8 originale collocandola in piano per valorizzare i quadranti digitali: un ponte perfetto tra eleganza moderna e passato, ha dichiarato Stéphane Maiore, Responsabile Design Interni Renault.
Amedeo Gordini: il "Mago" della meccanica
Il progetto rende infine omaggio ad Amedeo Gordini, capace dal 1957 di trasformare i motori di serie in veri purosangue. Famoso per il suo approccio artigianale: Gordini modellava i componenti direttamente in officina prima ancora di disegnarli.