07-Gen-2020

La leggenda di James Dean e della sua Porsche 550 Spyder

di Francesco Neri
Stories

La fama dell’attore James Dean va ben oltre le sue doti recitative: come le grandi rockstar morte prematuramente, James è divenuto un’icona. Così come l’auto con cui ha perso la vita, la Porsche 550 Spyder, soprannominata “little bastard”.

Nato a Marion, nell’Indiana, nel 1931, James è diventato celebre molto rapidamente, toccando l’apice della sua breve carriera da protagonista con La Valle dell’Eden e Gioventù Bruciata. Quest’ultimo, il cui titolo originale è “Rebel Without a Cause” (ribelle senza un motivo), è diventato il manifesto di James, che perse la vita all’età di ventiquattro anni a bordo della sua Porsche, proprio per colpa della sua natura ribelle. Le circostanze della sua morte furono sfortunate, e gli avvenimenti misteriosi che seguirono sono decisamente inquietanti.

La Porsche 550 Spyder

Le Porsche sono sempre state auto legate ai ragazzacci di Hollywood, Steve McQueen in primis, ma anche Paul Newman e il “contemporaneo” Patrick Dempsey.

James Dean amava le auto e le corse, e proprio per le prestazioni di cui era capace la sua Porsche 550 Spyder la rinominò “piccola bastarda”. Mai soprannome fu più azzeccato.


Commercializzata nel 1953, la 550 (numero che indica il 550esimo progetto dello studio di progettazione Porsche) era un’auto pensata per le competizioni su strada - come la celebre Mille Miglia - nonché figlia del prototipo di Le Mans che corse lo stesso anno.

Grazie a un peso di poco inferiore ai 600 kg, il suo motore 1,5 litri quattro cilindri boxer da 112 Cv era più che sufficiente a renderla un’auto veloce. All’apice del suo sviluppo arrivò a erogare addirittura 180 Cv, anche se le versioni stradali si fermavano a circa 70, mentre le vetture da corsa che vinsero la Targa Florio toccarono i 135 Cv.

Le prestazioni erano notevoli per un’auto dei primi anni ’50: 220 km/h di velocità massima (resi possibili grazie a un’aerodinamica sofisticata) e uno scatto da 0-100 km/h in meno di 10 secondi.
In totale ne furono prodotte 90, di cui solo 15 da corsa; ma di tutte, la 550 Spyder di James, battezzata con il numero 130, è quella con la storia più incredibile.


La maledizione della Little Bastard

La Warnere Bros vietò espressamente a James di partecipare alle gare, proprio perché il rischio di un incidente avrebbe potuto compromettere la sua carriera da attore. Ma un giorno del 1955, James  - da vero bad boy - se ne fregò dei divieti e si diresse in California per gareggiare in compagnia del suo meccanico Rolf Wütherich.

Dean poteva benissimo caricare l’auto sul carrello, ma non seppe resistere alla tentazione di guidare la sua nuova auto (ritirata solo nove giorni prima) fino a destinazione.
James si schiantò e perse la vita contro una Ford Custom Tudor che, percorrendo la Route 466 in senso opposto, svoltò a sinistra causando l’incidente. Le ultime parole che James rivolse al suo meccanico prima dell’impatto furono “Quel ragazzo dovrà pur fermarsi… Ci vedrà!”.

Ed è qui che comincia la leggenda della Porsche 550 maledetta di James Dean. Da quel momento in poi la Little Bastard è riuscita a compiere danni nei modi più inquietanti e misteriosi.

George Barris, abile meccanico che si occupò di preparare l’auto di James, rilevò quel che era rimasto della 550. Mentre l’auto veniva caricata su un rimorchio, un sostegno si spezzò e finì per fratturare l’anca e la gamba di un meccanico. E questo è solo l’inizio.

Barris volle tenere telaio e carrozzeria in garage, mentre gli altri pezzi vennero venduti. Il motore venne acquistato da un pilota dilettante, che durante una gara perse il controllo dell’auto e finì per travolgere e uccidere un commissario e ferire un medico.

Molte storie riguardanti l’”auto maledetta” sono frutto di leggende e suggestioni, ma diversi giornali dell’epoca riportano svariati fatti reali.

Un altro pilota dilettante, ad esempio, montò un semiasse della Little Bastard e finì coinvolto in un gravissimo incidente; un altro ancora, che acquistò gli pneumatici della 550 di James, rischiò di perdere la vita.
Pare addirittura che un ragazzino tentò di rubare un pezzo dell’auto (quella nel garage di Barris), ma si tagliò un braccio con il telaio in modo così da grave da dover essere amputato. Ma è una storia non documentata dai giornali.

Quel che è certo è che la 550 continuò a fare danni. La Little Bastard fu utilizzata per una campagna itinerante di sensibilizzazione contro la velocità: pagando un biglietto si poteva salire sull’auto accartocciata, dove una targa con scritto “questo incidente poteva essere evitato” fungeva da ulteriore scoraggiamento.

Giunta a Sacramento, il telaio dell’auto cedette - senza alcun motivo apparente - e fracassò l’anca di un visitatore. Durante la trasferta verso la tappa successiva, il camion che trasportava la 550 venne tamponato, i portelloni si aprirono e l’auto finì per uscire e uccidere un uomo a bordo di un’altra auto.

Come se tutto ciò non fosse abbastanza inquietante, giunta a New Orleans l’auto si spaccò in 11 pezzi al seguito della rottura della sua pedana di sostegno. Terrorizzati e disperati, gli addetti ai lavori decisero di rispedire i rottami a Los Angeles tramite un mezzo più sicuro: il treno.

L’auto scomparve durante il viaggio, non fu mai più ritrovata. Vennero ingaggiati anche investigatori privati, addirittura fu messa una taglia di un milione di dollari sui pezzi; ma tutt’ora, dove sia finita la Little Bastard, rimane un mistero.