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Stories

Jeep Wrangler: la storia dell'icona 4x4 made in USA

di Michele Neri
03-Feb-2026

Ci sono automobili che seguono il mercato e altre che, semplicemente, lo ignorano. La Jeep Wrangler appartiene da sempre alla seconda categoria.

Non è mai stata comoda, né particolarmente efficiente o né, tantomeno, sensata, se non per i pochi che fanno davvero off-road. Eppure, dal suo debutto a fine anni Ottanta, è diventata una vera e propria icona, come la Mercedes Classe G o, scendendo di categoria, la Suzuki Jimny, altra scomparsa (in Italia) tra le fuoristrada. 

INDICE
La nascita del mito: Wrangler YJ (1987–1995)
Wrangler TJ (1997–2006)
Wrangler JK (2006–2018)
Wrangler JL (2018–2025)
L’addio all’Europa della Wrangler

La storia della Wrangler inizia ufficialmente nel 1987, quando Jeep decide di archiviare la serie CJ e di darle un seguito più moderno, quanto basta per sopravvivere alle normative dell’epoca.

Nasce così la Wrangler YJ, la prima a portare questo nome.

È una Jeep autentica, senza compromessi, ma con qualche timida concessione alla vita civile. Il dettaglio che ancora oggi la rende immediatamente riconoscibile sono i fari anteriori quadrati, una scelta mai più ripetuta.

Sotto il cofano si alternano motori 4 e 6 cilindri in linea, con potenze comprese tra 120 CV e 184 CV nella versione più prestante con il leggendario 4.0 sei cilindri.

È spartana, rumorosa, rigida. Ed è proprio per questo che viene amata. Rimane in produzione fino al 1995 e segna il passaggio definitivo dalla Jeep agricola a un’icona moderna.

Nel 1997 arriva la Wrangler TJ ed è qui che la storia cambia passo. Tornando i fari rotondi, come da tradizione, ma soprattutto debutta un telaio aggiornato con sospensioni a molle elicoidali. Il comfort su strada migliora sensibilmente, senza sacrificare le capacità in fuoristrada.

È la Wrangler che diventa più vivibile, pur restando fedele a se stessa.

I motori continuano a parlare americano: quattro cilindri per l’accesso alla gamma e il 6 cilindri in linea 4.0 come cuore pulsante, capace di arrivare fino a 193 CV. Durante la sua carriera, che si chiude nel 2006, la TJ introduce uno degli allestimenti più iconici di sempre, quello Rubicon, pensato per chi considera l’asfalto poco più di un fastidioso trasferimento. Verso la fine della produzione compare anche la prima Unlimited a passo lungo, un’anticipazione di ciò che verrà.

La svolta vera arriva nel 2006 con la presentazione della Wrangler JK. È la generazione che porta la Wrangler nel mondo moderno senza snaturarla. Per la prima volta la versione a quattro porte entra stabilmente in gamma e diventa, quasi contro ogni previsione, la più venduta.

Le dimensioni crescono, gli interni migliorano, la Wrangler inizia a essere utilizzata ogni giorno, non solo nel tempo libero.

I motori cambiano filosofia: il 6 cilindri in linea lascia spazio a V6 più moderni, con potenze che partono da  174 CV fino a 285 CV nelle versioni benzina più performanti. In Europa arrivano anche i turbodiesel, più in linea con le esigenze del mercato. La JK resta in produzione fino al 2018 ed è, numeri alla mano, la Wrangler di maggior successo commerciale.

Nel 2017 Jeep svela la Wrangler JL. A prima vista sembra un’evoluzione prudente, quasi conservativa, ma basta mettersi al volante per capire che è la Wrangler più sofisticata di sempre. Il telaio è alleggerito, la tecnologia compie un salto netto e, per la prima volta, l’elettrificazione entra davvero in gioco.

Accanto ai classici motori benzina, come il 2.0 turbo da 270 CV e il V6 3.6 da 285 CV, debutta anche la versione ibrida plug-in.

È la Wrangler 4xe plug-in hybrid, capace di sviluppare 380 CV. E poi c’è lei, la provocazione pura: la Wrangler 392, spinta da un V8 6.4 Hemi da 470 CV, un oggetto quasi surreale per l’Europa contemporanea, ma perfettamente coerente con lo spirito americano del modello.

La JL è anche l’ultima Wrangler venduta ufficialmente in Italia e in Europa: gli ordini si sono chiusi l'anno scorso. Le normative sempre più stringenti su emissioni e sicurezza ne hanno decretato l’uscita di scena, segnando la fine di un’epoca.

Non perché la Wrangler abbia smesso di essere desiderabile, ma perché ha continuato a essere se stessa troppo a lungo.

In quasi quarant’anni di carriera, la Jeep Wrangler ha attraversato quattro generazioni senza mai perdere il filo che la lega alle origini. Porte smontabili, parabrezza abbattibile, telaio a longheroni: dettagli che oggi sembrano anacronistici e che invece l’hanno resa immortale. Non è mai stata l’auto giusta per tutti. Ed è proprio questo il motivo per cui è diventata un’icona.