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Stories

Nissan Skyline GT-R: un'icona del Sol Levante

di Francesco Neri
30-Giu-2022

La Nissan Skyline è una vera icona tra le sportive nipponiche al pari di Honda S2000, Toyota Supra, Subaru Impreza, e Mitsubishi Lancer EVO. La Nissan era l’unica a non essere venduta in Europa (con qualche eccezione) e quindi era disponibile solo con guida a destra. Grazie ai videogiochi come Gran Turismo e a film come Fast and Furious, la GT-R è diventata famosa in tutto il mondo, una star nel panorama delle supercar.

Ma il suo valore non è dato solo dalla visibilità mediatica: la GT-R era - ed è - un’ottima auto sportiva, ultra-vittoriosa nei campionati turismo (la Calsonic blu vi dice qualcosa?) e abbatti-supercar europee per eccellenza. Ma partiamo dalle origini.

La Skyline GT-R

Pochi sanno che la Skyline non nasce sotto l’egida di Nissan: la sua storia comincia nel 1952, quando un ingegnere della Prince Motor Company utilizza il nome “Hakosuka”, ovvero “scatola elegante” poi tradotto “Skyline” (panorama), per una berlina modesta con 4 porte e motore 4 cilindri da 60 cv. La Hakosuka è invecchiata come il vino, con un profilo da muscle car in miniatura che quasi nasconde le sue origini orientali, e con gli specchi retrovisori tondi posizionati sul cofano.

Nel 1966 la Prince viene acquisita da Nissan, e nel ’69 nasce la prima, vera, Skyline GT-R.

La prima generazione di GT-R (acronimo di Gran Turismo Racer) viene presentata al Salone di Tokyo del 1968 con la sigla KPGC10. La base è quella di una berlina a quattro porte a trazione posteriore pensata appositamente per le corse, monta un motore 6 cilindri in linea 2,0 litri a 24 valvole con doppio albero a camme in testa e con una potenza di 160 Cv a 7000 giri. La versione da corsa, dotata di carburatori weber e iniezione Lucas, arriva a 250 Cv.

L’auto  pesa poco più di 1100 kg, è provvista di sospensioni indipendenti e di un serbatoio da ben 100 litri.

La GT-R conquista subito la stampa e gli appassionati per il suo sterzo preciso e la dinamica raffinata,

e nel 1971 debutta la sua variante coupè, che vanta anche pneumatici maggiorati e una carrozzeria allargata che consente un migliore convogliamento dei flussi d’aria.

Della prima serie ne risultano prodotti 1.945 esemplari.

La sfortunata seconda generazione

Nel 1972 viene presentata la seconda generazione di GT-R, con la sigla H/T 2000GT, soprannominata “Kenmeri” (per via di una curiosa pubblicità americana con due protagonisti, Ken e Mary. La nuova GT-R è poco più grande (446 cm di lunghezza), ma ha un passo più corto (2,6 metri contro i 2,75 della prima) e molti più muscoli. Il frontale e la coda si rifanno alle Ford Mustang e le Dodge Challenger, mentre rimangono gli specchietti tondi posizionati sul lungo cofano.

La 2000 GT monta sempre un sei cilindri 1,9 litri DOHC  abbinato au un manuale a 5 rapporti e con quattro freni a disco. Cresciuta nelle dimensioni rispetto alla prima (4,46 metri di lunghezza e 1,7 di larghezza), vanta un’aerodinamica migliorata e un maggior comfort di guida.

Tuttavia, a causa delle norme sull’inquinamento e della crisi petrolifera, Nissan si vede costretta a fermare la produzione della GT-R dopo circa 190 esemplari; e per 16 anni, l’auto sparisce dai listini.

La R30 e la R31

La Skyline continua a vivere, ma sotto forma di berlina tranquilla. Nel 1983 il modello Skyline R30 guadagna una versione sportiva - ma non troppo - dotata di un motore 2000RS Turbo da 188 Cv, disponibile anche nella variante più elegante e accessoriata Turbo C “Tekkamen” con 15 Cv extra per non intaccare il rapporto peso-potenza.

La Tekkamen riscuote un grande successo nel motorsport: la vettura da competizione Super Silhoutte con livrea Tomica (chi ha giocato Gran Turismo su PlayStation se la ricorderà) partecipa alla All Japan Sports Prototype Championships entrando nella storia. Sarà lei la base su cui verrà sviluppata la terza generazione di GT-R, la R32. La Silhouette monta lo stesso motore turbo della R30 con cilindrata portata a 2,1 litri e due turbine capaci di aumentare la potenza a 570 Cv.

Nel 1984, con l’attenuarsi della crisi petrolifera, Nissan decide di rientrare prepotentemente nelle competizioni con il brand Nismo (Nissan Motorsport): nasce così la Nissan Skyline GTS-R R31, un’auto in grado di annichilire i rivali nelle competizioni.

La GT-R R32

La Nissan GT-R R32 nasce nel 1989 con una linea già molto morbida, pronta per gli anni ’90. È una coupé piuttosto pulita, con cofano lungo, fiancate tese e un alettone fisso. Sotto il cofano pulsa un nuovo sei cilindri in linea DOHC 2.6 RB26DETT da 276 Cv e 361 Nm di coppia. La potenza effettiva in realtà supera 320 Cv, ma in Giappone all’epoca c’era un accordo per cui le sportive arrivavano “solo”  a 276 Cv. I

l telaio è all’avanguardia per l’epoca:

lo schema delle sospensioni è multilink, la trazione è integrale ATTESA-ETS (Advanced Total Traction Engineering System for All-Terrain with Electronic Torque Split), dotata di autobloccante che privilegia il posteriore ma “manda” avanti fino al 50% della coppia, tutto gestito da un controllo elettronico; e l'HICAS, cioè l'High Capacity Actively Controlled Steerin, un sistema di ruote sterzanti idraulico, agisce in fase alle alte velocità e in controfase alle basse, aumentando la stabilità nel veloce e l’agilità nello stretto.

Le prestazioni sono notevoli: 0-100 km/h in meno di 6 secondi e i 400 metri in circa 14 secondi. La R32 è ovviamente pensata per essere elaborata: il suo sei cilindri con pochi ritocchi (anche solo intervenendo sulla centralina) raggiunge facilmente i 500 Cv di potenza.

La bontà del pacchetto motore-telaio è tale che

tra il 1990 e il 1993 il Team Calsonic ottiene un record imbattuto di 29 vittorie nella Japan Touring car Championship.

Il mostro giapponese vince anche in Australia alla “1000” di Bathurst per due anni consecutivi guadagnandosi il soprannome di Godzilla, il Re dei mostri nipponici, da parte di una rivista locale.

Nel 1993 nasce una versione speciale denominata “V-Spec” (Victory Specification) con impianto frenante Brembo, seguita dalla V-Spec II, con pneumatici più larghi (245/45). Della R32 vengono costruiti 43.900 esemplari.

La R33

Nel 1995 debutta la serie R33, che nonostante le linee più morbide e pulite rimane quasi invariata nella meccanica rispetto alla R32, anche se porta con sé alcuni aggiornamenti come i freni Brembo (di serie) e nuovi dispositivi di sicurezza.

L’auto risulta dunque più grande e pesante: sulla GT-R rimane il motore l’RB26DETT da 276 Cv, con un peso da spingere di 1540 kg.

Fioccano le versioni speciali, tra cui la la GT-R 400R con motore 2,8 litri e turbo singolo da 400 CV e 300 km/h , e la Nismo GT-R LM, nata dall’esigenza di omologare l’auto per Le Mans (ai tempi bisognava produrre un certo numero di esemplari stradali per partecipare alla competizione).

Quest’ultima ha la sola trazione posteriore, una carrozzeria muscolosa in fibra di carbonio, ed eroga 375 Cv e 373 Nm di coppia.

La regina delle GT-R: la R34

La quinta generazione di Nissan Skyline GT-R porta la sigla R34, ed è semplicemente l’evoluzione massima del modello prima dell’arrivo nel 2008 della Nissan GT-R, che però fa storia a sé (motore 3,8 litri, cambio doppia frizione, più pesante).

Presentata nel ’99, l’auto è (in controtendenza) più piccola del modello che sostituisce (7 cm più corta) anche se si allarga, ma di soli 5 mm.

Sotto il cofano c’è il collaudato RB26DETT da 280 Cv (326 Cv reali), messi a terra dal sistema integrale con ATTESA-ETS Pro evoluto. Nell’abitacolo compare anche uno schermo display chiamato MFD (Multi Function Display) che mostra tutti i dati che potrebbero interessare a uno smanettone: forza G, tempi sul giro, pressione del turbo e temperature varie. L’auto brucia lo 0-100 km/h in 4.9 secondi e tocca i 265 km/h di velocità massima.

Della R34 esiste anche una versione N1 dotata di speciale omologazione, spogliata di qualsiasi cosa non funzionale alla guida sportiva (a parte l’ABS).

Nel 2000 viene lanciata la V-Spec II, dotata di sospensioni più dure, cofano in fibra di carbonio con presa d’aria Naca, pedaliera in alluminio, e sedili sportivi neri in simil-alcantara. Segue poi la V-Spec II Nur, dedicata al celebre Nurburgring, con motore RB26DETT 2.6 sei cilindri da 450 Cv di potenza derivato dalla N1; mentre nel 2002 nasce la M-Spec, dove la M sta per Mizuno, il nome dell’allora ingegnere capo della Nissan. Questa variante estrema della R34 è dotata di ammortizzatori Ripple control, sospensioni avanzate, nuova barra posteriore irrigidita e interni in pelle con sedili riscaldati.

È il turno poi delle GT-R NISMO S-Tune e R-Tune, varianti che coniugano elementi della Nür con quelli della M-Spec, con potenza dichiarata di 350 Cv.
Nel 2005 Nissan annuncia la GT-R Proto, una concept che perde il nome Skyline e getta le basi per la futura GT-R del 2008, un’auto completamente nuova che, seppur ereditandone lo spirito, non è più una Skyline.