Ferrari ha scelto il palcoscenico della Milano Design Week 2026 per togliere i veli a Hypersail, il monoscafo oceanico da 100 piedi.
Il progetto trasferisce il know-how delle sue auto alle onde, coinvolgendo il Ferrari Design Studio di Flavio Manzoni e il team ingegneristico guidato da Matteo Lanzavecchia, in sinergia con l'architetto navale Guillaume Verdier.
Ingegneria e forme
Nella Ferrari Hypersail la funzione definisce il volume. Le linee nascono dall'interazione tra flussi d'aria e acqua, con vincoli tecnici che hanno guidato la matita dei designer.
La silhouette richiama le proporzioni della Monza SP1/SP2, mentre la struttura della coperta eredita l'architettura della 499P.
Sulle murate e sul ponte sono stati integrati pannelli solari calpestabili. La loro disposizione deriva da simulazioni sull'orientamento della luce durante le traversate oceaniche. Questi elementi garantiscono energia ai sistemi di controllo del volo, derivati dalla dinamica veicolo delle Hypercar di Maranello.
Livrea: Carbonio e Giallo Fly
Il look della barca si basa sul contrasto tra materiali e storia. La base è il Grigio Hypersail, una finitura che mette a nudo la trama del carbonio. A contrasto spicca il Giallo Fly, colore introdotto originariamente sulla 275 GTB.
I dettagli gialli evidenziano i componenti critici come i Foil (le ali che permettono alla barca di sollevarsi dall'acqua), il Coachroof (la zona della cabina ispirata alla 499P) e le linee di murata, una citazione cromatica della 512 BB a scocca bicolore.
Sulla vela campeggia il logo con la "F lunga", firma visiva utilizzata sulle monoposto di Formula 1 e sulla F80, per marcare la continuità tra i reparti corse e i progetti speciali.