Woking non è più solo sinonimo di supercar mozzafiato e trofei di Formula 1. Con il lancio di McLaren Golf e dei nuovi ferri Series 1 e Series 3, il brand britannico porta l'ossessione per il dettaglio e l’ingegneria dei materiali dove il millimetro conta più di ogni altra cosa: sul campo da golf.
C’è un filo conduttore invisibile che lega una monoposto che sfreccia a 300 km/h sul rettilineo di Miami e uno swing perfetto eseguito sotto il sole della Florida. Quel filo si chiama ossessione per la performance. McLaren, il brand che ha fatto del carbonio e della dinamica di guida la propria religione, ha deciso di ufficializzare il suo ingresso in un nuovo ecosistema d’élite: il golf.
Nasce McLaren Golf, una divisione che non si limita a mettere un logo prestigioso su un set di bastoni, ma che traduce decenni di expertise aerodinamica e metallurgica in strumenti di precisione assoluta.
| INDICE |
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| Ingegneria senza compromessi: il processo MIM |
| La Gamma: Series 1 e Series 3 |
| I prezzi delle mazze McLaren |
Mentre l’industria del golf si affida tradizionalmente alla fusione o alla forgiatura, McLaren ha scelto una strada più complessa, costosa e raffinata: il MIM, acronimo di Metal Injection Molding. Si tratta di un processo di stampaggio a iniezione di metallo che permette un controllo molecolare sulla composizione del materiale e sulla distribuzione delle masse.
È la stessa filosofia che troviamo nelle sospensioni di una 750S o nel telaio di una MCL38: ogni grammo deve avere uno scopo.
Grazie al MIM gli ingegneri di Woking e Carlsbad sono riusciti a progettare geometrie interne impossibili da replicare con i metodi classici.
Il debutto avviene con due linee di ferri distinte, pensate per diverse esigenze di gioco ma unite dallo stesso DNA tecnologico.
Series 1, la lama per i puristi
Sviluppata in stretta collaborazione con il campione Major Justin Rose, la Series 1 è una Tour blade reinterpretata. All'indirizzo si presenta con il profilo compatto e pulito tipico dei ferri da professionista, ma nasconde un segreto strutturale: la McLaren Structural Mesh. Si tratta di un pattern a nido d'ape, ispirato al design delle supercar della casa, che permette di rimuovere massa dalle aree non critiche per ridistribuirla sul perimetro, aumentando il momento d'inerzia (MOI) senza sacrificare la sensibilità del colpo.
Series 3, potenza e controllo
La Series 3 si colloca nel segmento Players Distance. Qui l’estetica racing è ancora più evidente grazie a un bonnet in fibra di carbonio integrato nella parte posteriore della testa. Non è solo un vezzo stilistico: il carbonio agisce come smorzatore di vibrazioni, affinando il suono e il feedback all'impatto. La suola presenta inoltre un particolare taglio nel tallone (heel cut sole) progettato per ridurre il drag e migliorare l'interazione con il terreno, mantenendo la velocità della testa anche su colpi meno perfetti.
Un Team da Campionato Mondiale
Il lancio non poteva che essere accompagnato da una squadra di "piloti" d'eccezione, che sono al contempo ambasciatori e investitori del progetto. Oltre a Justin Rose, che debutterà con i Series 1 proprio questa settimana a Miami, il team schiera la leggenda della Ryder Cup Ian Poulter e l’iconica Michelle Wie West. Atleti che incarnano perfettamente la ricerca della perfezione firmata McLaren.
Il debutto ufficiale è avvenuto in una cornice simbolica: Miami, durante la settimana del Gran Premio di Formula 1. Un ponte perfetto tra due mondi che condividono lo stesso pubblico e la stessa passione per l'eccellenza.
I ferri McLaren Golf sono disponibili dal 30 aprile 2026 solo da selezionati retailer di custom fitting in Europa. Il prezzo riflette l'esclusività e la tecnologia impiegata: 430 euro a bastone per la configurazione standard.